Programma Voschod

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Voschod ([vɐsˈxot] in russo: Восход?, alba) fu il programma spaziale che seguì al termine delle missioni del programma Vostok eseguito da parte dell'Unione Sovietica agli inizi degli anni sessanta del ventesimo secolo. Obiettivo del programma fu nuovamente lo scopo propagandistico di battere gli Stati Uniti d'America in un'ulteriore tappa della corsa verso lo spazio. Infatti, grazie alle capsule Voschod, per la prima volta venivano portati nell'orbita terrestre delle navicelle spaziali equipaggiate da più di un solo pilota. Ancora prima del lancio della prima missione del programma Gemini, l'Unione Sovietica era stata in grado di lanciare tre cosmonauti nello spazio. E il tutto vestendo semplici camicie: infatti per motivi di spazio non fu possibile che i cosmonauti vestissero le apposite tute spaziali - ma il tutto venne girato a scopi propagandistici definendo tale prassi come chiara dimostrazione dell'assoluta affidabilità e sicurezza delle capsule spaziali. Durante la seconda missione equipaggiata del programma Voschod venne eseguita la prima attività extraveicolare (EVA - Extra-Vehicular-Activity) della storia dell'esplorazione umana dello spazio. Anche se solo di poco era stata scampata una tragedia, l'esecuzione della passeggiata spaziale significò che l'Unione Sovietica era nuovamente riuscita a precedere gli Stati Uniti d'America.

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